| 30 giorni di buio |
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Trama: Barrow, Alaska, la città si stà preparando ad un periodo dell’anno in cui il sole non sorge per 30 giorni di seguito, lasciando la cittadina in una notte lunghissima. Prima che ciò accada si verificano degli incidenti che impediscono le comunicazioni ed i trasporti, una volta che la lunga notte cala, i cittadini si rendono conto che un gruppo di vampiri vuole impossessarsi della città approfittando delle tenebre.
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Titolo originale: 30 Days of Night Paese: USA/Nuova Zelanda - Anno: 2007 - Durata: 113' Regia: David Slade Cast: Josh Hartnett, Melissa George, Danny Huston, Ben Foster
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La mania della graphic novel imperversa in questi ultimi anni, da “Va per Vendetta” a “Batman il cavaliere oscuro”, passando per “300” e “Sin city”, sembra che i registi trovino più facile riportare su schermo idee già pronte piuttosto che crearne di nuove, ed è un peccato perché guardando i titoli qui sopra, ed anche questo “30 giorni di buio” si vede che il talento certo non manca. “30 giorni di buio” si avvale di una stupenda fotografia fredda e dai toni scurissimi per descrivere una vampire story atipica e, proprio per questo, interessante. Il vampiro è una delle figure più usate nell’horror di tutti i tempi, e trovare ancora oggi il modo per reinventarne la figura è un compito di certo non facile. Il nosferatu che ci troviamo di fronte è molto diverso dal modello gotico cui siamo abituati o dal vampiro fotomodello di “underworld” e “Blade”. Questo vamprio è un brutale mostro sanguinario, che con occhi neri e vuoti scruta un paesaggio di ghiaccio e buio alla ricerca della preda umana. Soprattutto, questo vampiro si descrive al meglio non come un uomo- vampirizzato ma bensì come una razza a se stante che parla un’altra lingua ed e agisce con lo scopo di schiacciare l’uomo e non solo di nutrirsene. L’attore Danny Huston veste i panni del capo vampiro ed offre l’interpretazione migliore del film portando sullo schermo un leader senza scrupoli che però crede fermamente in ciò che fa, quasi fosse assieme un generale ed un filosofo della sua razza. In “30 giorni di buio” il vampiro, protetto dalla notte perpetua, non è più una figura che si muove nell’ombra e che cerca rifugio in vecchi sotterranei, no, qui il vampiro è libero di stare all’aperto quanto vuole. Di contro, senza la protezione del sole, l’uomo è costretto a rifugiarsi nelle case per trovare scampo alla fuira dei vampiri. I ruoli si invertono, è l’uomo a nascondersi ed il vampiro può girare libero. Tutto questo rende lo svolgimento del film molto simile ad uno zombie movie, dove la casa rappresenta la protezione ed il mondo esterno il pericolo. E’ qui che il film incontra il suo più grande ostacolo, ossia la successione cronologica. Ci viene chiesto di credere che il film, con la sua durata limitata, racconti una storia lunga 30 giorni, ci può stare, ma nel momento in cui i sopravvissuti si chiudono in una soffitta i giorni vengono fatti passare come per magia senza nessuno sviluppo, nessun problema legato alla sopravvivenza ed alle provviste, nessuna rivalità interna al gruppo di sopravvissuti. Un difetto che non poi così piccolo visto che mina la credibilità della trama di un prodotto per il resto eccellente. David Slade realizza un film che rienterpreta la figura del vampiro che riesce ad intrattenere per tutta la sua durata, costruendo una storia a tinte rosso sangue e nero notte. Se siete fan dei vampiri e volete incrementare le vostre conoscenze sull’argoment, questo film diventa un must. Livello Violenza: 2/6 Livello Sangue: 4/6 Livello paura: 2/6 Voto finale:
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