| Halloween: the beginning |
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Trama: Madre spogliarellista e padre alcolizzato Michael Myers, dodicenne, massacra la famiglia la notte di Halloween, finisce in manicomio, dopo diciassette anni scappa e si fionda alla ricerca della sorellina minore, per proteggerla, forse, uccidendo famiglie e giovani studentesse.
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Titolo originale: Halloween Paese: USA - Anno: 2007 - Durata: 109' Regia: Rob Zombie Cast: Malcolm McDowell, Brad Dourif, Tyler Mane, Sheri Moon, Scout Taylor-Compton
Zombie decide perciò di giocare d’anticipo e girare quello che, molti, definiscono “Reimagining” anziché “remake”, in un reimagining l’idea di base è la stessa ma lo sviluppo e lo stile cambiano nettamente, ed è questo che Zombie fa con in questa sua pellicola. La prima parte del film, Zombie ci mostra l’infanzia di Michael Myers come un bambino come tanti che però vive in una famiglia disagiata, col padre ubriacone e violento e la madre spogliarellista. Michael viene preso di mira dai compagni più grandi e ignorato dalla famiglia, tutto questo finchè qualcosa dentro di lui scatta e fa un massacro. Questa parte non era presente nell’originale di Carpenter, che si limitava a farci vedere un piccolo Michael Myers, fin da subito dietro una maschera e fin da subito silenzioso, compiere il suo primo omicidio. Non c’erano spiegazioni e indizi sul perché, Michael era già quello che sarebbe stato da grande, l’incarnazione del male, un essere sovrannaturale. Zombie umanizza Michael Myers dandogli una famiglia, una voce, una storia drammatica alle spalle. A facilitarli il compito c’è l’ottimo cast, Sheri Moon Zombie (moglie del regista) è brava nella sua pur breve parte di madre di Michael, ma chi convince appieno sono il giovane Michael (Tyler Mane) ed il Dr.Loomis (Malcom McDowell) che duettano splendidamente all’interno della stanza di un manicomio criminale. La seconda parte è quella più classicamente slasher che ricalca più o meno fedelmentel’originale, ma anche qui le differenza con l’originale si notano nell’umanizzazione di Myers. E’ sporco, grosso e brutale, mentre nel primo era un uomo di statura normale, con una maschera bianca ed asettica e che uccideva a sangue freddo, senza rabbia, senza odio, senza compiacimento. Questa seconda parte è la meno interessante visto che la psicologia di Michael viene sotterrata e le crudeltà che compie da adulto difficilmente riescono a stupire dopo aver visto fare le stesse cose da parte di un bambino, inoltre è anche la parte che più facilemente deve andare a scontrarsi con l’originale. Anche i personaggi, sebbene la recitazione rimanga ottima, non riescono a reggere il confronto con la prima parte. Dopotutto il giovane Michael aveva rubato un po’ la scena a tutti. Non me la sento però di definire questo film “un film riuscito a metà” perché non è così. Questo è un film con una grande prima parte ed una seconda parte sopra la sufficienza, il che gli fa ottenere una media molto buona, resta di fatto che è sempre meglio servire per ultimo il vino migliore. Ma soprattutto è un film che ha il coraggio di andare in direzione opposta al suo predecessore, evitando quindi un confronto diretto impossibile da vincere e al contempo generando nuove idee nonostante il nome “remake”. Ce ne fossero. Hail the zombie! Livello violenza: 4/6 Livello Splatter: 4/6 Livello Paura: 2/6 Voto Finale: Tags:
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