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Casa del Diavolo, la Stampa E-mail

Trama: Avevamo lasciato l'allegra famiglia Firefly al loro focolare - la casa dei 1000 corpi – dedicarsi indisturbati all'attività di maniaci assassini tra massacri, mutilazioni e sevizie.

Lo sceriffo John Wydell ha però intenzione di mettere fine alle loro abominevoli attività e di vendicare così anche suo fratello. Un'irruzione nella casa gli vale la cattura di Mama e l'uccisione di uno dei fratelli.

 

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Titolo originale: The Devil’s Rejects

Paese: USA/Germania - Anno: 2005 - Durata: 109'

Regia: Rob Zombie

Cast: Bill Moseley, Sid Haig, Sheri Moon Zombie, William Forsythe, Ken Foree

 

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Seconda fatica del regista/cantante Rob Zombie, “The Devil’s Reject” o “la casa del Diavolo”, come qualche geniale distributore italiano ha ben pensato di rinominare il film, è il sequel del già buono “la casa dei 1000 corpi”. Il film di Rob Zombie però vive perfettamente come opera a se stante e le parti di trama che rimandano a “la casa dei 1000 corpi” sono riprese e spiegate durante il film, in modo che lo spettatore occasionale non si trovi sperduto.

Ciò che rende interessante questo film, già di per se di buona fattura, è il tema del bene e del male che ci viene mostrato dal punto di vista del regista. Qui il buono che si vendica lo fa in modo così crudele compiaciuto che passa lentamente dalla parte del male, la famiglia di killers viene a trovarsi braccata e quindi si farà spazio nel film per la loro parte più sentimentale, assieme affronteranno pericoli e drammi e troveranno anche il tempo per scherzare e rassicurarsi, come una famiglia normale per cui lo spettatore alternerà sentimenti di disprezzo a quelli di compassione.

Male e bene non si invertiranno semplicemente, ma si mischieranno progressivamente fino a che non ci sarà più uno schieramento di buoni e di cattivi, ma solo una serie di personaggi umani che si muovono tra il bene e il male.

Proprio nei personaggi si trova un’altra grande forza del film, Bill Moseley con Otis ruba la scena a tutti con una performance esaltante che ha chiari riferimenti alla figura di Cristo e, per contrasto, a quella di Charles Manson . Sid Haig, Sheri Moon e William Forsythe non sono però da meno e vengono ben definiti riuscendo a non essere macchiette e personaggi preimpostati ma esseri ben definiti che potranno ambire a personaggi culto dell’horror moderno (Spaulding lo è già!).

La pellicola è violenta anche se il pubblico medio è oramai abituato a questo livello di crudeltà, il sangue e men che meno lo splatter sono molto presenti, il che rende la violenza mostrata meno spettacolare a livello visivo ma più dura e realistica. Non mancano i momenti puramente comedy, ma di una comicità in pieno stile del film, cioè volgare e rozza, che perciò non guasta l’atmosfera ma anzi la definisce in ogni suo aspetto, anche quello più leggero.

 

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 Con “The Devil’s Reject” ci troviamo davanti ad un prodotto che pesca a piene mani dal cinema horror americano che fù, quello capeggiato da “L’ultima casa a sinistra” e portato avanti da “non aprite quella porta”. Eppure Zombie non si limita a citare e men che meno a copiare quello che altri hanno fatto prima di lui. Il suo non è un semplice rape & revenge, nonostante la vendetta dell’innocente sia un punto cardine del film, ne si limita presentare un semplice slasher ambientato che parla dell’orrore nascosto nella tranquilla campagna americana, nonostante l’ambientazione siano vecchie catapecchie lontane dalla civiltà ed i personaggi siano sporchi e ruvidi redneck. No, zombie mescola tutto questo ed aggiunge del suo, facendo si che il film sia un prodotto con una sua identità precisa senza però essere qualcosa di realmente innovativo.

Mi sembrava scontato dirlo, visto che si parla del fondatore dei White Zombie, ma la colonna sonora è stupenda, su tutte le musiche, però, la ciliegina sulla torta è “Free Bird” dei Lynyrd Skynyrd che accompagna la corsa finale verso la morte, una delle scene di chiusura più belle che il cinema horror ha offerto negli ultimi anni.

Hail the zombie!

Livello violenza: 4/6

Livello sangue: 3/6

Livello paura: 0/6

Voto finale:

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