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Guinea Pig: flower of flesh and blood Stampa E-mail

Secondo capitolo della saga che ha generato alcune delle pellicole più violente e sanguinose di sempre, se il primo “the devil’s experiment” si basava sulla violenza e sul sadismo

, questo “flower of flesh and blood” cede un po’ della violenza per acquistare una massiccia dose di splatter, finendo per diventare una delle pellicole più ultragore che possiate trovare in circolazione.

 

 

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TITOLO ORIGINALE: CHINIKU NO HANA
GENERE: CORTO- HORROR
DURATA: 40'
REGIA: HIDESHI HINO
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Come per il predecessore, anche qui trama, fotografia e recitazione sono cose di interesse secondario per il regista, molto più interessato a mostrare sangue e budella in quantità industriali. Il protagonista stavolta è un pazzo vestito da samurai e con alcuni denti neri, tinti in modo che più artigianale non si può, che rapisce e smembra una giovane ragazza per “far sbocciare il fiore di carne e sangue che lei nasconde” e renderla così realmente bella. La vittima viene però pesanemente sedata il che abbassa un po’ il livello di violenza, anche perchè la donna pare non soffrire ed anzi prova piacere nelle torture.

Le torture sono un crescendo di smembramenti realizzati con effetti speciali non perfetti ma comunque molto impressionanti. Addirittura l’attore Charlie Sheen, assistendo alla proiezione del video durante una festa, credette di aver a che fare con un autentico snuff movie e denunciò il film alla polizia che si mise ad indagare. Inutile dire che il film è falso, la cosa ci viene detta fin da subito con un breve testo, retsa comunque un flm che potrebbe ingannare un occhio poco esperto, soprattutto se sconvolto dalle immagini estreme appena viste.

Il film, anche qui sarebbe meglio parlare di corto vista la durata, è comunque meno noioso del precedente un po’ per la minor ripetitività, un po’ per un abbozzo di psicologia nel samurai assassino che intermezza smembramenti con frasi poetiche, alla fine c’è una bella carrellata di teste ed arti mozzati coperti di vermi ed usati come soprammobili mentre lo psicopatico recita una cantilena, roba degna del miglior Ed Gein!

Un film di exploitation basato sul gore più che sulla violenza, che cerca forse di trovare un approccio poetico-filosofico i vaneggiamenti del samurai pazzo ma che fallisce miseramente questo intento. Leggermente meglio del primo capitolo ma comunque lontano dall’essere un film anche solo sufficiente, non guardatelo se vi ritenente impressionabili o non sopportate la vista del sangue, questo film è ad uso e consumo di chi ha lo stomaco forte.

Livello violenza: 5/6

Livello splatter: 6/6

Livello paura: 0/6

Voto finale:

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