| Citizen Toxie: il Vendicatore Tossico 4 |
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Trama: La Mafia del Pannolino prende in ostaggio una classe di Ragazzi Speciali (ritardati) di Tromaville: il Vendicatore Tossico e il suo partner Lardass sventano il rapimento, ma a costo della vita di quasi tutti gli ostaggi. Toxie deve però correre a casa a fecondare Sarah, l’amata moglie cieca, compromettendo così il tentativo di disinnescare la bomba piazzata dalla Mafia nella scuola. L’esplosione uccide Lardass ed apre un varco dimensionale: Toxie si risveglia ad Amortville, l’opposto speculare di Tromaville, dove al suo posto si ritrova un altrettanto incredulo Noxie, versione malvagia di Toxie. Titolo Originale: Citizen Toxie: the Toxic Avenger IV Nazione: USA - Anno: 2000 - Durata: 108' Regia: Lloyd Kaufman Cast: David Mattey, Heidi Sjursen, Paul Kyrmse, Joe Fleishaker, Lemmy, Ron Jeremy
Pensate che “South Park” sia politicamente scorretto? Pensate che “I Griffin” siano offensivi verso la religione? Pensate che la saga di “American Pie” sia volgare? Se la risposta è si, non avete ancora visto il Vendicatore Tossico IV. Nato anni prima e presto diventato un icone dell cinema indipendente americano, "Il Vendicatore Tossico" ha avuto due seguiti non all’altezza, cosa ce ci viene ricordata in apertura di questo quarto capitolo, ma con questo “Citizen Toxie” non solo riesce a farsi perdonare i sequel poco riusciti, ma mette in ombra anche il capostipite regalandoci una stella destinata a brillare per sempre nel firmamento del trash mondiale. Come per i precedenti capitolo, Kaufmann mantiene inalterati i principi delle sue opere ma si preoccupa di elevarli all’ennesima potenza. Lo splatter raggiunge vette altissime accompagnato da un livello di violenza, se non estremo, comunque alto. A questo si aggiungono degli SFX molo buoni per quanto riguarda sventramenti ed amputazioni varie, mentre invece la stessa cosa non si può dire del trucco di Toxie che stavolta sempre troppo finto, avevo di gran lunga preferito la prima versione assai meno plasticosa. La recitazione,come al solito, sfiora la demenza ma si fa forte, almeno a livello di immagine, di alcune icone della sottocultura: Ron Jeremy (pornoattore) è il sindaco corrotto di Tromaville, Hunk il nano è addirittura Dio e in qualche piccolo cameo, nel ruolo di se stesso, troviamo Lemmy, frontman della storica band heavy metal “Motorhead”. Lodi e difetti tecnici a parte, la vera forza del film stà nella sua capacità di essere oltraggioso oltre ogni limite prima segnato. Fin da subito questo film mette in chiaro come stanno le cose: nessuno è al sicuro dalle offese che la Troma ha deciso di lanciare col suo film. Malati, religiosi, minoranze, persino portatori di handicap, tutti sono bersagli alla mercè di una comicità che ha come scopo primario di offendere lo spettatore tramite la distruzione di ogni buon gusto che le pellicole mainstream cercano di mantenere. Ma perché mai qualcuno dovrebbe trovare divertente dei ragazzi autistici che vengono uccisi? O Dio (interpretato da un nano) che scherza sull’AIDS?
Semplicemente perché tutte questo è solo un film, e quindi intrattenimento, e perché tutte le offese, il cattivo gusto e la volgarità che può contenere una pellicola del genere, non saranno mai gravi quanto un solo gesto di violenza che avviene, realmente, nella vita di tutti i giorni ma che passa inosservato agli occhi di chi a questa violenza, reale, si è purtroppo abituato. Potremmo definire lo splatter e il trash, che questo quarto capitolo rappresenta, un baluardo di finta violenza contro l’indifferenza e l’ipocrisia di quella vera violenza che c’è nella vita reale ma che nessuno, oramai, riesce più a vedere ne a combattere. Dopotutto come si può combattere qualcosa se non la si prende sul serio? E come si può prendere sul serio un problema se non si riesce a affrontarlo senza timore come dimostra questo film? Potremmo dire che, così come il cinema horror esorcizza le paure reali con la paura su schermo, così il trash-splatter cerca di esorcizzare la violenza del mondo reale con una violenza esageratamente ridicola rappresentata su schermo. Aldilà delle riflessioni sul genere, “Citizen Toxie” rimane uno dei film più trash che possiate trovare in circolazione e quindi una visione obbligata per tutti gli amanti del genere che già conosceranno il Venticatore Tossico, gli altri potrebbero essere shockati dal tasso di “politically uncorrect” della pellicola e, forse, sarebbe meglio se partissero la loro avventura nel genere trash con prodotti meo estremi. Livello Violenza: 3/6 Livello Splatter: 6/6 Livello Paura: 0/6 Voto Finale:
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