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Io sono Leggenda Stampa E-mail

Trama: New York, 2012. Un virus ha ucciso tutti gli uomini e li ha trasformati in vampiri.

La città è deserta, e l'unico sopravvissuto è il Dottor Robert Neville (Will Smith), scopritore di un possibile siero che potrebbe salvare l'umanità. Neville si muove alla luce del giorno con il suo cane lupo seguendo la quotidianità, in attesa della notte, in cui i vampiri escono dalla penombra, attaccando tutto ciò che incontrano.

 

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Titolo originale: I am Legend
Nazione: USA - Anno: 2007 - Durata: 101'
Regia: Francis Lawrence
Cast:  Will Smith, Alice Braga, Dash Mihok, Charlie Tahan, Salli Richardson
 
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Terzo adattamento dell’omonimo romanzo di Matheson, questo “Io sono leggenda” segue “1975: occhi bianchi sul pianeta terra” e “L’ultimo uomo sulla terra”. Tutti e tre gli adattamenti cinematografici hanno apportato delle modifiche alla storia narrata nel romanzo non riuscendo però a migliorarla e finendo per essere si dei buoni lavori ma lontani dal capolavoro a cui si sono ispirati.

Quest’opera in particolare presenta un Neville meno solitario di quanto sarebbe stato logico aspettarsi. In effetti Neville non rimane mai veramente “solo” visto che nella prima parte ha con se il cane Sam mentre nella seconda incontra una donna ed il suo figlio. La prima parte è la migliore delle due visto che il rapporto tra il cane ed il suo padrone riesce ad essere molto coinvolgente ed anche drammatico in più d’una occasione, la seconda parte cade invece in alcune sequenza banali in cui si cerca di dare un messaggio di fondo, come quello della scienza umana che finisce per rivoltarsi contro l’umanità, ma tutto vene fatto in modo superficiale e si finisce per cadere in dialoghi semplicistici, buonismo religioso (fuoriluogo) e filosofia spiegata attraverso Bob Marley. Nonostante la presenza di alcune “spalle”, come il cane prima e la donna poi, Will Smith si fa carico di quasi tutta la pellicola riuscendo alla perfezione nei panni delle varie facce che presenta il suo personaggio, che vanno dal cacciatore di vampiri fino allo scienziato militare preoccupato per la sua famiglia e per il destino del mondo. Il dramma psicologico legato alla solitudine di Neville non riesce invece ad essere reso al meglio, non per demeriti di Smith quanto per delle sequenze inserite nel plot col solo scopo di dipingere la mente compromessa di Neville che finiscono per apparire eccessivamente forzate. Mi riferisco ai dialoghi di Smith coi manichini dei supermercati ed alla scena in cui recita a memoria i dialoghi del film “Schrek” davanti alla madre ed al bambino.

 

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Tra le tre pellicole sopra citate, questo ultimo film si avvale di un budget da megaproduzione (150.000.000 di dollari) e delle moderne tecniche di CG, il che rende possibile la realizzazione di una New York completamente desolata che viene ripresa attraverso panoramiche molto ampie in sequenza senza nessuna colonna sonora, il che riesce a creare delle immagini molto suggestive che possono essere considerate il valore aggiunto del film. La CG viene invece messa a servizio dei vampiri/infetti, che qui vengono soprannominati “cacciatori del buio” e che, sebbene risultino ben realizzati e non infestino lo schermo finendo per stancare, non riescono ad essere la vera nemesi del protagonista visto che, a differenza delle opere precedenti, non assediano mai la dimore di Neville (tranne che alla fine) e quindi non mettono sotto pressione i nervi ne del protagonista ne dello spettatore. Il vero punto debole di questi vampiri resta però il fatto che non ci vengono presentati come una specie cosciente del proprio essere ma solo come una razza di mostri selvaggi privi di ragione. Non è possibile perciò andare a creare nessun dialogo con Neville e nessun punto di confronto tra l’umanità scomparsa e la “nuova umanità” rappresentata dagli infetti, viene perciò a mancare il paradosso secondo cui Neville diventa il diverso in quanto unico della sua specie e la diversità dei vampiri va invece a costituire la norma per una questione anche solo numerica.

 “Io sono leggenda” è un buon film d’intrattenimento che risulta essere più intelligente di molte altre grosse produzioni hollywoodiane ma che non riesce a far il salto di qualità a causa di troppe facilonerie che sono sparse per la pellicola. Comunque resta un buon film, se poi vi procurate il DVD, troverete tra gli extra 4 corti realizzati come fumetti animati che trattano storie parallele a quella di Neville, si tratta di 4 storie di sopravivenza al virus del vampirismo. I primi 3 non sono memorabili anche se ben realizzati, il quarto, e più lungo, è invece una piccola perla che si preoccupa di darci la visione della catastrofe non dal punto di vista dei sopravvissuti ma da quello degli infetti, al tutto aggiunge un livello di sangue molto alto che contrasta nettamene con la grafica da fumetto dell’opera finendo per creare un’atmosfera cruda e disperata. Un extra di alto livello, non c’è che dire.

Livello Violenza: 2/6

Livello Splatter: 1/6

Livello Paura: 1/6

Voto finale:

 

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