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Notte dei Morti Viventi, La Stampa E-mail

Trama: Barbara (Judith O'Dea) e suo fratello Johnny (Russell Streiner) sono in visita alla tomba del non troppo amato padre, quando, improvvisamente, vengono assaliti da uno strano uomo

che, nonostante i suoi movimenti lenti ed impacciati, riesce ad uccidere Johnny. Barbara fugge in preda al panico e giunge ad una casa isolata, nella quale cerca rifugio. Qui trova solo il cadavere in decomposizione della precedente proprietaria. Il telefono è isolato e sembra non esserci speranza, quando un uomo di colore irrompe in casa. Il suo nome è Ben (Duane Jones) e, grazie ai suoi nervi saldi, organizza una difesa contro gli strani esseri che si stanno radunando intorno all'abitazione.

 

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Titolo originale: The Night of the living dead
Nazione: USA – Anno: 1968 – Durata: 90’
Regia: George A. Romero
Cast: Duane Jones, Karld Hardman, Marylin Eastman, Kyra Schon
 
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E’ il 1968, sullo schermo bianco e nero un uomo e una donna, fratelli, vanno a far visita alla tomba della madre defunta, sullo sfondo uno sconociuto brancola come ubriaco. I due fratelli si allontanano dalla lapide e passano vicino allo sconosciuto che, dal nulla, gli si avventa contro per ucciderli. Gli spettatori dell’epoca non lo sanno, ma hanno assistito alla nascita di un mostro che andrà ad affiancarsi ai vampiri, ai lupi mannari ed ai fantasmi nell’olimpo dell’horror, non solo cinematografico. Romero per la creazione dello “zombie”, parola che nel film non è mai pronunciata, non si ispira alla tradizione voodoo da cui il nome zombie deriva ma dal film “Carnival of Souls”  del ’62 e da “L’ultimo uomo della Terra” dove si possono vedere molto somiglianze tra questi zombie e quei vampiri. Romero dispone di un budget limitato, il film costò 114.000 dollari, ma riesce a mettere su la pellicola spremendo ogni centesimo, usa il b/n perchè meno costoso, prende colonne sonore senza copyright ed usa budella di animali prese da un macellaio, che era anche finanziatore, per gli effetti speciali. Il risultato è uno dei film horror più rivoluzionari di tutti i tempi, oltre che ben diretto.
Romero ribalta i clichè, inverte le situazioni e sconvolge il pubblico donandogli una pellicola priva di luce in ongi sua parte. Innanzitutto il protagonista Ben (Duane Jones) è un uomo di colore, il primo uomo di colore protagonista di un horror, che si viene a trovare in una situazione di pericolo assieme ad una giovane donna, Ben la salva, è un eroe, la situazione potrebbe evolversi con risvolti sentimentali. Invece no. Barbara è sconvolta e Ben non se ne innamora, anzi arriva a trattarla con distacco per via della sua debolezza. L’assedio a cui i sopravvissuti (Barbara, Ben, una coppia di fidanzati e una famiglia di padre, madre e figlia) devono resistere non riesce a legare le persone spingendole ad aiutarsi reciprocamente ma anzi esaspera le loro paure finendo per renderli egoisti, diffindenti ed infine aggressivi. L’orda di morti viventi fuori dalla casa non è più l’unico nemico da combattere, perchè gli stessi esseri umani diventano un nemico. Nemmeno Ben, che è quanto di più simile ad un eroe nella pellicola, riesce a mantenersi senza macchia.

 

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Il film possiede una forte carica di critica sociale che mette in atto rappresentando lo smembramento della società dell’epoca: la famiglia si autodistrugge, il matrimonio fallisce ma al contempo l’unico momento romantico è dato dai due fidanzati, la pace è garantita solo da squadre di cittadini armati che sparano sugli zombie, a loro volta metafora della massa che agisce inconsapevolmente.
Come diventerà poi tradizione degli zombie-movie, grazie a questo film naturalmente, anche qui c’è spazio per scene splatter che sfociano additirrura nell’ultragore, roba che ai giorni nostri appare semplicemente cruda ma che all’epoca deve aver sconvolto non poco lo spettatore impreparato. Se anche questo non è il primo film splatter della storia, comunque è probabilmente il primo che osa tanto a livello di gore senza però far si che questo offuschi minimamente la storia, ma anzi andando a renderla più funzionale in quanto dipinge in modo altrimenti impossibile la mostruosità degli zombie. Gli effetti speciali sono ottimi così come la recitazioni delle comparse nelle vesti dei morti viventi, l’unione delle due cose rende la scena della cosiddetta “ultima cena” (così viene definita da Romero) una delle sequenza di cannibalismo migliori in assoluto che difficilmente lascierà impassibile anche lo spettatore moderno abituato ai vari zombie-movie più recenti.
Gli zombie che vengono portati su schermo sono assai diversi al modello che molti potrebbero definire “classico”, in questo primo film sull’argomento, il morto vivente corre (o almeno ci prova), impugna oggetti e non si getta mai a fauci spalancate sul collo delle vittime. Sicuramente allora non si sapeva che si stava andando a creare un modello che ha assunto un’importanza fondamentale nel genere, e quindi non si agiva in modo rigoroso ne si cercava di istituire delle regole su come lo zombie deve essere (e mi ripeto ma il termine zombie non è mai pronunciato nel film).

 

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 Forse l’aura anarchica e rivoluzionaria si è persa negli anni, visto che le idee di Romero sono oggi state assorbite nella cultura comune e non appaiono quindi innovative, tuttavia questo non scalfisce minimamente l’importanza storica del film ne l’aura oscura e priva del buonismo cinematografico che, ancora oggi, viene portato su schermo per rassicurare lo spettatore. Il film non offre scampo, non c’è spazio per trame sentimentali ne intermezzi comedy ma solo per uno sprofondare sempre a fondo nel caos fino ad un finale demoralizzante che colpisce lo spettatore con la sua ingiustizia. Chi non apprezzerà questo film è lo spettatore troppo abitutato all’horror moderno che sarà destabilizzato dal b/n e dalla lentezza che la pellicola ha nella parte centrale, tutti gli altri non possono avere scuse e devono necessariamente vedere quest’opera. Cult e must sono parole riduttive per “La notte dei morti viventi”, questa è semplicemente l’incarnazione del grande cinema, non solo horror.

Livello violenza: 2/6

Livello Splatter: 4/6

Livello Paura: 1/6

Voto finale:

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