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Fantasmi - Intervista agli autori Stampa E-mail
Fantasmi è un lungometraggio composto da cinque episodi che Gabriele Albanesi, regista de Il Bosco Fuori, sta seguendo in veste di produttore e supervisore artistico. La pellicola dovrebbe essere pronta nel Luglio del 2009 così, per l'occasione, abbiamo realizzato un'intervista con Gabriele e due de
i registi coinvolti nel progetto, ovvero Andrea Gagliardi e Roberto Palma. Buona Lettura.

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SC - Gabriele, raccontaci come nasce il progetto Fantasmi

Gabriele: Tutto nasce da un cortometraggio che volevo produrre per il mio amico Andrea Gagliardi, che era stato anche assistente alla regia ne Il Bosco Fuori. Con Andrea ci conosciamo da molto tempo ed era da un pò che pensavamo di fare qualcosa insieme.

Contemporaneamente, Andrea stava anche collaborando con un gruppo di lavoro dell’Università di Tor Vergata per un progetto di film ad episodi sulla tematica del sesso che però alla fine è stato posticipato per problemi di budget. Andrea e gli altri quattro registi coinvolti si sono così trovati a dover pensare a qualche alternativa più fattibile e concreta nell’immediato.

E’ in questo momento che sono subentrato io. Ho proposto ai registi di scrivere delle storie horror e ho suggerito loro anche un tema comune, quello dei fantasmi. Io avrei supervisionato le sceneggiature e offerto il mio aiuto in tutte le varie fasi della produzione, oltre a delineare il concept dell’intero film. L’iniziale cortometraggio che stavo preparando per Andrea Gagliardi è così rientrato all’interno di un progetto più vasto ed è stato poi anche il primo tra i cinque episodi ad essere girato.

SC - Come hai valutato la decisione relativa al cambio netto di genere tra lo splatter grottesco de Il Bosco Fuori e il soprannaturale di Fantasmi? E’ sicuramente una scelta coraggiosa (e pertanto encomiabile), in quanto dopo il successo della tua pellicola saresti potuto tranquillamente rimanere in terreni gore…

Gabriele: Innanzitutto c’è da dire che non sono io il regista degli episodi, ma solo il produttore, e sarebbe stato quindi sbagliato imporre ad altri registi la mia personale visione del cinema. Anche parlandone con loro, sentivo che in questo caso sarebbe stata più adatta la scelta di puntare sulla suggestione delle atmosfere piuttosto che sull’orrore esplicito o semi-grottesco. Poi c’è anche da dire che io sono un cinefilo onnivoro e amo molto anche altri generi e sottogeneri, non solo l’horror/splatter sperimentato in Il Bosco Fuori. Per Fantasmi, ad esempio, l’ispirazione più forte proviene dal cinema del produttore-artista Val Lewton con i suoi capolavori horror degli anni 40 giocati sulle ombre e sul potere dell’immaginazione.

SC - Andrea e Roberto, potete raccontarci rispettivamente il vostro percorso professionale e come ognuno di voi è stato contattato o semplicemente scelto da Gabriele?

Andrea: Io ho iniziato a girare corti appena iscritto all’Università. Qui ho avuto occasione di entrare in contatto con altri giovani studenti di cinema insieme ai quali, grazie al supporto vitale di alcuni docenti come Giulio Latini che ci hanno messo a disposizione spazi e attrezzature, abbiamo nel corso degli anni prodotto diversi corti che hanno anche ottenuto premi e riconoscimenti significativi all’interno di diversi festival nazionali. Così nel 2005 ho potuto realizzare il mio primo cortometraggio professionale, Non morirò mai: si trattava anche in questo caso di una storia di fantasmi dalle atmosfere sospese e angoscianti, ambientata in una storica location dei Castelli Romani come Villa Mondragone.

Tratto da http://www.splattercontainer.com

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